venerdì, 02 novembre 2007
Il contatto diretto con la parte più sensibile del tuo corpo
brucia, brucia ancora.
Ma i demoni non c'entrano
è la felicità magica della forza creativa
tramite cui la natura
vuole riacquistare ciò che tu vuoi alieno
e vuole strumentarlo in una nuova melodia.
Traccia non scritta per ora inaudibile
nella polvere del presente che ci sfiora
granelli minuscoli che si spingono fino
al punto in cui le mappe geografiche finiscono.
Giri i tacchi al sogno
foglie secche girano nella tua anima
come un serpente ubriaco
le notti illuni ti confortano.
Ma la meccanica elementare tutto fa ciclo
e la luce irrompe trionfalmente. Sempre.
Mangio una caramella di zucchero e miele
sento lo sfilacciante denso sapore sotto i denti
e lascio andare l'aquilone.
venerdì, 20 luglio 2007
oggi è il
20072007
i numeri mi fanno a volte emozione (si può dire mi fa calore, si potrà dire mi fa emozione...)
venerdì, 20 aprile 2007
Che sappiamo di noi? Poco o nulla.
Di questo smisurato continente che sei tu,
di questo smisurato continente che sono io
lasciamo il più avvolto in una uniforme nebulosa.
Per pigrizia.
L'arte della scoperta dov'è?
Allora mi siedo e riascolto la tua voce
mi siedo e metto le mani nell'acqua
mentre ti ascolto.
Stamattina mi siedo in cucina,
mi siedo e sbuccio i limoni
e pelo le patate.
Mi siedo e lascio che le voci corrano fino a me come bambine
le nostre risate.
Mi siedo e metto i piedi nell'acqua.
Fredda
mi fa un solletico canterino e corre
l'odore dei limoni su per il naso.
Apro le orecchie ai sensi del mondo.
Immagino (solo per un fuggente istante) la cartografia della tua impronta.
venerdì, 13 aprile 2007
Il pensiero mio inarrestabile
si ferma beota sulle scorribande di amore con te
(felicità ombrata che appare senz'ombra),
e si cristalliza perturbato sul tuo non ascoltare
l'intimità (che è la merce più rara e segreta),
si intorbida baluginato da una speranza matematica e ottusa.
E tu ostinato, sfuggi, sai che le cose esistono
solo se hai parole per chiamarle e resti (scaltro)
in silenzio, attirando ancor più il mio
monocromo pensiero supremo sotto i veli strangolati.
Ma anche senza la tua voce
le agavi danno alloggio alle vespe
le infiorescenze rare emergono dai pascoli petrosi
l'incanto arriva fino a un piccolo fiore senza nome.
martedì, 10 aprile 2007
io lo sapevo già da tanto tempo
che tu eri diventato così.
ma non volevo credere.
ecco.
venerdì, 30 marzo 2007
Canto delle sirene
lo splendore,
equazioni perfette.
Formule di una cattedrale
della bellezza
dell'emozione
del sentire,
scolpita
da sfuggenti note
cominciate in frazione.
lunedì, 05 marzo 2007
Abbiamo tutti un segreto
ma il corpo sa tutto.
Tutto.
Che numero hai?
Io vado laggiù
dove c'è quella striscia rossa,
a guardare le persone.
Hai visto che bello?
Ho tenuto il tuo maglione verde
per sapere che non è stato un sogno
che un mercoledì delle ceneri non sempre
è espiazione.
Può essere invece godimento emozione
un suono di piacere che sale
un salto in una dimensione chimica.
I fili eterni sottili e resistenti fra le persone
sono un segreto.
Radici
che per quanto tu abbia tagliato la pianta
sono lì.
Vive.
martedì, 07 dicembre 2004
io sono chi dico di essere
venerdì, 22 ottobre 2004
Ci sono le signore di una certa età ben truccate e profumate. Sono un po' ghepardate e molto sussiegose. Se ne vanno come navi che fendono l'aria e l'acqua sicure con eleganza incedono, e quando passi loro accanto ti guardano con un po' di invidia, invidiano i tuoi anni, mentre tu, alle volte, non sai che fartene della tua 'giovinezza'. Ti guardano con quel trucco un po' pesante che dice di ore davanti allo specchio e di pomeriggi dal parrucchiere. Ti guardano e certe volte scuotono la testa, quelle signore fiere dignitose un po' vamp che vanno a comprare i vestiti dalla boutique e che, incontrate le amiche, se le mettono a braccetto. Certe volte le vedi vagare da sole o portate da un cagnolino col guinzaglio rosso, hanno lo sguardo lontano e perso, certe volte, altre volte corrono fermano un taxi e sorridono pronte per quali avventure mai, ti chiedi, ma sempre sempre sempre dignitose si mettono il rossetto danno un'ultima occhiata allo specchio prima di uscire e non cedono all'ORMAI, quella temibile parola che fa di tanti giovani dei poveri vecchietti senza futuro. Io le ammiro queste signore. Hanno capito che l'età è un vanto e gli anni un'opinione.
venerdì, 28 maggio 2004
andiamo a trovare i nostri amici a XYX. sono una coppia così: lei è la bbbona di XYX, lui è un ragazzo triste. ci portano nella pizzeria più alla moda di XYX, una ex fabbrica rimessa su a vetrate e panche. "Carina XYX", dico io "quanti abitanti?", "tanti!" dice lei entusiasta "almeno 20.000".
mmmhhhh.
questione di punti di vista.
mercoledì, 26 maggio 2004
ultime notizie dall'amico avvocato - la conferma
abbiamo incontrato l'amico avvocato e sì, ebbene sì, è vero, lui dell'imbarazzo geologico non ha vissuto nulla tanto che ci ha detto: "il dottor XXX (ndr il geologo)è stato benissimo l'altra sera, non fa che parlare di voi, che persone splendide siete! dobbiamo invitarlo ancora, che dite, così, poverino, non rimane solo, si distrae..."
noi ad occhi spalancati tiriamo su le sopracciglia per la sorpresa, abbiamo la gola secca...
non ci aspettavamo di avere un amico avvocato così.
tonto.
mercoledì, 19 maggio 2004
fuori dal mondo
l'amico avvocato dice: "ho un amico geologo, dovete proprio incontrarlo, lui sì che conosce il territorio, mi ha fatto vedere delle diapositive di una cascata bellissima che non conosce nessuno, organizziamo un incontro dai, così ve le fa vedere!" bene, ok, l'incontro è fissato per martedì, a casa nostra. prepariamo vino, olive, taralli, crostata (con la marmellata di arance, quella compatta e ferma che faccio io!), e ci chiediamo se spostare il divano per fare spazio alla proiezione, ma poi decidiamo che no, non è necessario. ore 21, citofono, arrivano! dall'ascensore escono: l'amico avvocato con la sua bella fidanzata biondona e...il geologo, una specie di hobbit ricurvo, con occhiali a fondi di bottiglia, sopracciglia nere e foltissime, che avrà 50 anni ma ne dimostra 85, dà la mano ed è una mano molle quasi scivolosa e mentre dice un nome biascicato e incomprensibile si ritira in sè stesso e tu pensi adesso si gira e scappa. Noi non ci guardiamo in faccia, perché per la sorpresa di trovarci davanti un uomo geologico (nel senso che sarà almeno del paleolitico) ci scappa da ridere e invece siamo circondati da un silenzio, ma un silenzio, che si taglia con l'accetta. E diciamo accomodatevi mentre pensiamo e adesso? l'amico avvocato si rende conto della situazione o no? Ci aspettiamo quindi che emergano le diapositive, almeno facciamo qualcosa, e invece niente, non compaiono, e nemmeno se ne parla. Così si comincia una conversazione surreale sulla situazione della città, i politici, le difficoltà geologiche nello Stretto di Messina e il ponte ah, quello, io non dico se si può o non si può fare commenta il geologico certo è che là sotto ci sono vulcani, io ho scritto un articolo su questa cosa e sono stato intervistato da Telepuffo, ci sono i vulcani più antichi perchè poi la sicilia come la puglia si stanno spostando verso l'Albania è l'Africa che spinge tutti...ha vinto lui. A mezzanotte è ancora lì che parla con tono ipnotico. L'unico che lo guarda con ammirazione è l'amico avvocato. Noi siamo distesi sul divano e stentiamo a tenere gli occhi aperti. Quando ci ridestiamo ci guardiamo e adesso non ci scappa più da ridere. Ma l'amico avvocato non si rende conto proprio di nulla o ci ha giocato un tiro mancino? E intanto il geologico parla parla parla parla parla
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non sono le cose in se stesse a preoccuparci, ma le opinioni che ci facciamo di esse - Epitteto (I sec d.C.)

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