martedì, 11 marzo 2008
silenzio nessuno fiati.
mamma, come fo a sentire il rumore del mondo?
mamma, quando io non parlo e tu non parli,
perchè non riesco a sentire tutto il rumore del mondo?
silenzio nessuno fiati.
mamma, ma com'è possibile che
io non lo sento il rumore del mondo?
mamma.
ma il rumore del mondo che rumore fa?
sabato, 12 gennaio 2008
Pioggia sui campanili e pioggia nelle vie
sai che solo se perseveri i tuoi passi vinceranno ogni strada
per dura ch'essa sia e periglioso il suo ciglio.
Il tempo scava nella pietra della tua vita
un dramma epico.
Ognuno di noi è protagonista.
Anche la sconfitta può diventare una vittoria
se non è ora, è domani: l'importante è esser pronti.
Succede che in questa vita l'umor nero è facile
molto più difficile trovare sempre una gioia
per piccola che sia.
Succede che è più semplice girare i tacchi
molto più difficile restare a leggere le righe
degli ideogrammi.
E se non saranno le nostre vite
a intrecciarsi
sarà la nostalgia.
Vola anche tu, batti i remi, naviga e affonda e riemergi
come tutti gli uomini coraggiosi.
E' la coscienza che fa tutti vili
datemi l'odore dell'arancia
datemi una zappa e un seme
datemi il sudore:
questo basta per vivere in gaiezza.
Sì.
sabato, 15 dicembre 2007
Io non so più scrivere
se non parlandomi di te.
Sono parole commoventi e antiche
e tu non le vuoi sentire.
Non ti fare idoli ti dico
gli ignavi sono quelli che non hanno scelto
e io ho orrore dell'indifferenza.
Sono quisquiglie sciocchezzuole
di fronte ai fatti del mondo
ma solo la nostra libertà ci porta con sè.
Io ho fatto voto di non dimenticare mai
tutto l'amore che ho dato ed ho avuto
è opera di memoria incessante contro
il diabolico oblio.
Ho propensione ad una carriera avventurosa
con le parole.
Le parole hanno un non so che,
in mani esperte ti fanno prigioniero, operano
dentro di te come una magia.
Ci sono auguri che vale la pena di fare:
ti auguro una vita onesta e libera e la magia
di un cuore pulsante e un orecchio attento.
lunedì, 18 giugno 2007
sono leggi nascoste:
c'è un solo salto di vento
che segna il momento della separazione massima.
tu, principe delle maree,
mi hai scippato la luna
e non c'è niente da ridere.
sogno ad occhi aperti
la luna che ritorna,
aspetto,
sogno l'ultima mareggiata che
divora metri e metri di spiaggia
e ti porta a me.
quanta fatica fai a pensare
a un tuffo libero
senza identità
senza taratura degli ammortizzatori.
tu che ti sei ammalato di paura
dove vai?
mercoledì, 26 ottobre 2005
SCARPONCINI ROSSI
OGGI CAMMINAVO IN TUTTA FRETTA, poi a un certo punto mi si è slacciata una scarpa e mi son fermata per rifare il nodo. Come se non le avessi mai notate prima mi son balzate agli occhi le mie calze a righe colorate e i miei scarponcini rossi...e mi sono chiesta: "e va bene che già adesso, alla mia età, c'è chi mi guarda e pensa che invece sarebbe ora che indossassi quei bei tallieurini (si scrive così???) a quadretti...roba seria...e la smettessi di fare la ragazzina...ma io...ecco, mi chiedo....a 40-50-60-70 anni me le metterò ancora le calze a righe e gli scarponcini e i fermagli con le perline??? perchè, ecco, la questione è filosofica, mi si consenta...per esempio, io mia madre mica l'ho mai vista con le calze a righe (o a pois) e con le scarpe ridicole...nemmeno nelle foto di quando lei aveva 20-30-40 anni!!! e allora???" e allora è un bel problema, mi rimetto in marcia con i miei bei (e vecchiotti) scarponcini rossi...e SKAPPOOOO
domenica, 21 novembre 2004
Passeggio subito dopo la pioggia, è umido e quasi caldo. Faccio un salto indietro, c'è un lombrico, straaano, con delle zampe biancastre anche sulla schiena (ma ha la schiena il lombrico?) e luuungo, sarà 25 cm. Mi fa impressione, viscido, strisciante, affaticato. Continuo a camminare, faccio un (altro) salto indietro spaventatissima: e quello cos'è, un lombrico-serpente? sarà quasi un metro, orrore, orrorissimo! Non lo voglio vedere, o mamma mia e se lo schiacciavo? Sai che spiaccicume? Vabè, ok, adesso guardo, aguzzo la vista, no, ma che lombrico....è un laccio di scarpe. A volte le cose non sono ciò che sembrano.
venerdì, 05 novembre 2004
Entro alla Posta, PT. Compro la scatola per i pacchi, la compongo alla bell'e meglio, ci metto il contenuto, un libro per mio padre, la chiudo, scrivo l'indirizzo del mittente e del destinatario e la consegno alla stessa signora funzionario che me l'ha data poco fa. E che vuole fare? Mi domanda. Posta prioritaria, rispondo io. No, prioritaria non si può fare, si può fare SOLO celere. Silenzio - un silenzio eterno.
La guardo e penso, e che me l'hai chiesto a fare "e che vuole fare?" se si può fare SOLO celere, che fra l'altro costa una barca di soldi? e perchè non me l'hai detto prima? co' tutti 'sti soldi il libro mio padre se lo può comprare direttamente in libreria, cheselopuòcomprare, anzi ne compra due, io gli mando i soldi in una busta, e gli scrivo, to' compra un regalo per te e uno per mamma e andate a prendere un tè alla mia salute, ma ora il libro è lì, incartato, nella scatola e nelle mani di questo genio, che rompe il silenzio e dice, E allora?
sabato, 02 ottobre 2004
è il passato che si rimette al posto suo, o che ritorna?
e ora, con questo passato che ci fo?
Volevo dirti ancora che e' stato molto bello vederti e stare insieme a te. Sono felice e orgoglioso di essere una persona a suo modo importante per una persona straordinaria come te.
straordinaria?
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non sono le cose in se stesse a preoccuparci, ma le opinioni che ci facciamo di esse - Epitteto (I sec d.C.)

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