skappa

sabato, 15 dicembre 2007

Io non so più scrivere
se non parlandomi di te.
Sono parole commoventi e antiche
e tu non le vuoi sentire.
Non ti fare idoli ti dico
gli ignavi sono quelli che non hanno scelto
e io ho orrore dell'indifferenza.
Sono quisquiglie sciocchezzuole
di fronte ai fatti del mondo
ma solo la nostra libertà ci porta con sè.
Io ho fatto voto di non dimenticare mai
tutto l'amore che ho dato ed ho avuto
è opera di memoria incessante contro
il diabolico oblio.
Ho propensione ad una carriera avventurosa
con le parole.
Le parole hanno un non so che,
in mani esperte ti fanno prigioniero, operano
dentro di te come una magia.
Ci sono auguri che vale la pena di fare:
ti auguro una vita onesta e libera e la magia
di un cuore pulsante e un orecchio attento.
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mercoledì, 14 novembre 2007

Le parole dell'amore sono inesauribili
la passione nasconde un laboratorio segreto
tutto è vero e falso insieme.
Scricchiolano i gusci delle lumache
nella bocca di chi mastica
fanno un rumore sgranato.
Ci sono vite che non incroceremo mai
e c'è un riverbero fiammeggiante che puoi amare
pur se la città lo ha inghiottito senza lasciare traccia.
Guardare il passato
fa venire il mal di collo
lo so
non mi è possibile pronunciare nomi
eppure sono condannata
occorre dirlo: non ho mai smesso di amarti.
La luce cambierà
cerco qualcosa di più del pianger miseria d'amore.
Intanto metto una sciarpa viola intorno al collo
e ascolto gershwin coi piedi per aria.

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venerdì, 02 novembre 2007

Il contatto diretto con la parte più sensibile del tuo corpo
brucia, brucia ancora.
Ma i demoni non c'entrano
è la felicità magica della forza creativa
tramite cui la natura
vuole riacquistare ciò che tu vuoi alieno
e vuole strumentarlo in una nuova melodia.
Traccia non scritta per ora inaudibile
nella polvere del presente che ci sfiora
granelli minuscoli che si spingono fino
al punto in cui le mappe geografiche finiscono.
Giri i tacchi al sogno
foglie secche girano nella tua anima
come un serpente ubriaco
le notti illuni ti confortano.
Ma la meccanica elementare tutto fa ciclo
e la luce irrompe trionfalmente. Sempre.
Mangio una caramella di zucchero e miele
sento lo sfilacciante denso sapore sotto i denti
e lascio andare l'aquilone.

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venerdì, 26 ottobre 2007

è la quantità d'amore che determina la vittoria.
e io amo te.
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martedì, 16 ottobre 2007

Corriamo frenetici sull'orlo di un burrone
ora che
la meta ha inghiottito il cammino.
Ma noi possiamo ripensare alle ali
dissotterrando lampade
possiamo abitare una regione dell'anima che ci restituisce
l'essenza del buio e della luce
ciò che conta è
da che parte scegliamo di agire.
I miei baci allegri
entrano nella pelle della terra
le fiamme si sono d'improvviso placate
entrano come il nettare che la farfalla sugge dal fiore.
L'anima cresce
anche quando rompo le mandorle e preparo il sugo
rosso
com'è il mio cuore per te
e dico - naturalmente sottovoce -
volute di parole
che fanno innamorare ed esco dalla dittatura dell'attesa.
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giovedì, 04 ottobre 2007

Chè gli stolti si precipitano là dove gli angeli esitano a metter piede.
Alexander Pope

Questa frase mi piace molto, ma non avevo mai pensato al fatto che...quindi....tu sei un angelo ed io ...una...stolta.
Tutto chiaro.
?!?
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mercoledì, 26 settembre 2007

Vorrei poterti entrare dentro il cuore
ma il nostro amore fa ridere ed è inutile fare finta.
Non sono l'alga che ti sfiora la fronte
eppure non
mi arrendo e
mi porto addosso di te solo le cose belle
la tua bocca di prugna
i tuoi capelli di cenere
e anche tutte le cose che non mi dici e non mi dirai.
A volte sono come una patata dimenticata nel forno
e faccio come un odore ubriacante di terra fertile.
Io quando passo sotto un rampicante fiorito di gelsomino
inspiro forte forte
trattengo l'aria nel naso
mi gonfio come una zampogna
nell'inutile tentativo di portarmi appresso quell'incantato odore.
Così faccio con i minuti di tutta questa meravigliosa vita.
Vaghiamo sotto le stelle
io e te
arriviamo in alcuni istanti di magia fino a un promontorio
raggiunto a fatica dopo una strada
piena
di trappole
buche
strettoie
bivi senza segnaletica, ingannevoli.
Fondi ciechi. Lì
un giorno aprirai.
Io sarò bella come una sirena in tutto il mio splendore.

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lunedì, 17 settembre 2007

Ti aspetto e ogni giorno
mi spengo poco per volta
e ho dimenticato il tuo volto.
Mi chiedono se la mia disperazione
sia pari alla tua assenza
no, è qualcosa di più:
è un gesto di morte fissa
che non ti so regalare.

da "Clinica dell'abbandono" di Alda Merini

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mercoledì, 29 agosto 2007

Questa mattina m'è tornato in mente il baule.
In testa avevo come una tempesta di sabbia.
Gli odori gli scricchiolii delle cose di tutti i giorni
hanno preso il sopravvento
come una chiglia che fende l'acqua di un lago.

Non so davvero quale scelta arriva:

non lo ricordo, ma c'è stato un giorno
in cui ci si innamora senza volere, grati
.
Ci sono posti dove non si torna

passi che, sperduti, sono persi.
Quel che resta del sogno
è nella regione dell'anima che sa
che tutto è possibile.
È l'ora delle vipere,

ho bisogno di udire la violenza delle onde
il fragore del cuore.

Allora le parole erano diverse
ora è
come mi fossi scontrata con qualcosa di sommerso.
Eppure lo so:

le cose che perdiamo trovano sempre un modo per tornare.
Perché se mi parli, mi colori.
Una zanzarina lenta
 
sale e si ferma nell’aria.

 
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venerdì, 17 agosto 2007

Anche se il nemico ha buone intenzioni
ha un evidente magnetismo
veicolo di un nulla
di un mondo misterioso tortuoso labirinto
cui tu resti incatenato da guinzagli elettrici.
Il mio futuro non sa attendere
ma io vorrei restare ferma come un ramarro
intorno zanzare e la terra che crepita di fuochi e di temporali erranti.
Il cielo sconfinato e pieno di nuvole che ipnotizzano
dice che qualcosa di meraviglioso è esistito una volta
fra noi che siamo visceralmente attratti
e poi, improvvisamente e inesplicabilmente, hai voluto che andasse perduto.
Il tempo continuerà a scorrere ma senza fare rumore
tu prendi e riprendi una purga che credi salutare
e tutto rovescia e sembra giusto e dritto.
Tu non sai però che il silenzio è solo un suono che sta per nascere:
il tuo traballante orizzonte si romperà ogni diga inchiavardata cederà e
solo allora tornerai libero.
Io intanto con una vecchia sveglia da comodino
affino l'orecchio e mi preparo.

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venerdì, 27 luglio 2007

non posso raggiungerti
nè la mia voce vuoi che ti arrivi
ma posso essere l'acqua che ti bagnerà
la sabbia e la terra sotto i tuoi piedi
l'aria che respiri
tutti i minuti che vivi.
lontano da me.

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mercoledì, 18 luglio 2007

Ho perso le parole.
Le ho lasciate su un treno
che pensava di te
nostalgie di violini lontani.
Ho perso un quaderno con
una farfalla in fronte
che scriveva di te
parole disperse
di infrarossi calori.
Ho perso ancora:
e non sono arresa
al caldo
immobilizzata
ferita
allungo l'acqua con il latte
e mi faccio il bagno
nelle foglie di menta
d'ora in ora nei minuti vivo.

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giovedì, 05 luglio 2007

Ci sono miracoli di fedeltà
che toccano direttamente l'anima.
Quando il miracolo accadrà
mi trasfomerò in fiore
e la nuova partitura che scriveremo
spaccandosi, sperdendosi nell'aria
come poesia
scardinerà finalmente i codici.
Io sono capace di passare attraverso i muri
tra lo spazio del presente e del passato,
so far rivivere lacrime e chiacchiere
gli echi dei colpi di metallo dei martelli
so rivelare gli antichi rifugi sotterranei
dove ti chiudi andando a fondo nella cecità:
un giorno lì ti smembrerai
e finalmente la tua visione allucinata del futuro
ti apparirà per quello che è: frutto di macerie ammuffite.
Ti smembrerai, e nel momento in cui tutto si svela
potrai tornare, finalmente sveglio, al mio castello.
Più dolce sarà il tuo ritorno a casa.
Fino ad allora non potrò che aspettare.
Ogni giorno sentirò nostalgia di te.

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lunedì, 18 giugno 2007

sono leggi nascoste:
c'è un solo salto di vento
che segna il momento della separazione massima.

tu, principe delle maree,
mi hai scippato la luna
e non c'è niente da ridere.

sogno ad occhi aperti
la luna che ritorna,
aspetto,
sogno l'ultima mareggiata che
divora metri e metri di spiaggia
e ti porta a me.

quanta fatica fai a pensare
a un tuffo libero
senza identità
senza taratura degli ammortizzatori.

tu che ti sei ammalato di paura
dove vai?

postato da skappa alle 11:44 | link | commenti (4)
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lunedì, 04 giugno 2007

Sempre all'erta, giro per le strade notturne
della città,
mi cerco e non mi trovo. senza te.
Tu hai fatto vibrare in me
l'illusione di altre possibilità
hai socchiuso mondi
per poi distruggerli in nome
di complicatissime liturgie
hai scambiato i frammenti di amore vero
con la religione dello stile
senza farti soccorrere mai dall'ironia.
Le porte a vento si aprono, sì, ma si richiudono subito.
I crisantemi dipinti a mano
il drago sulla teiera
non basteranno a dissolvere la radice.

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sabato, 26 maggio 2007

Mi sforzo ogni giorno di scordarmelo
il tuo odore
ma l'Anima è spietata
e mi ha regalato la sua amicizia
la sua memoria - stanze e stanzette di oro
dove si può trovare voce.
Il cerchio magico si allarga sotto la superficie
la vita non ha scampo:
è un polmone vivo sotto acqua apparentemente ferma.
Esplode la liquorosa rappresentazione
di gambe spalle braccia, della tua pelle
di cavalcate frastornanti mirabolanti
che tu vuoi consegnare all'immenso deposito
di tutte le cose senza nome -
che di sè non lasciano traccia.
Tu hai paura,
io ti capisco,
ma si può vivere subito
nelle frazioni nelle fratture nei corpi che ballano;
anche se di notte sulla spiaggia non viene nessuno
possiamo cuocere due uova al tegamino
e affrontare le tenebre stando daccanto.
Pure ai pesci il buio fa paura
ma noi possiamo cantare partiture che rugghiando
dislegano parole che curano.
Toccami.
La festa comincia.
Io sono carne slegata per te.
Ti amo. Ma le mie labbra sono secche.
Ti lascio andare nel giogo oscuro dei ghiacciai,
nelle gole fredde depresse atrofiche senza musica.
Se è questo che vuoi davvero.

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giovedì, 10 maggio 2007

Come una freddezza nel cuore
un lacciuolo un catenazzo
un incompiuto qualcosa.
La lingua ha salde radici
e passa con scandalo
sulle labbra instancabili.
Le tue.
E la festa comincia ma
la profondità della scena resta elusa.
Goffo e grave sovrano
pianti croci d'oro
ma solo la donna che danza inciderà la combinazione perfetta.
Altra giornata di pochissimo vento
poco propizia alla trama segreta delle storie
meravigliose da vivere.
Aspetto, e affondo il naso nelle viscere del rosmarino.
Aspetto in boccio l'occhio del mondo e
conto i riccioli dei tuoi capelli.
Aspetto e tocco la pelle delle mie guance
dove una volta ti sei fermato.
Aspetto, principe indiscusso, che la tua nobile semplicità
con sovrana chiarezza sciolga i nodi.
L'importanza del cielo non lascia adito a dubbi.
Io aspetto te.

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venerdì, 20 aprile 2007

Che sappiamo di noi? Poco o nulla.
Di questo smisurato continente che sei tu,
di questo smisurato continente che sono io
lasciamo il più avvolto in una uniforme nebulosa.
Per pigrizia.
L'arte della scoperta dov'è?
Allora mi siedo e riascolto la tua voce
mi siedo e metto le mani nell'acqua
mentre ti ascolto.
Stamattina mi siedo in cucina,
mi siedo e sbuccio i limoni
e pelo le patate.
Mi siedo e lascio che le voci corrano fino a me come bambine
le nostre risate.
Mi siedo e metto i piedi nell'acqua.
Fredda
mi fa un solletico canterino e corre
l'odore dei limoni su per il naso.
Apro le orecchie ai sensi del mondo.
Immagino (solo per un fuggente istante) la cartografia della tua impronta.

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venerdì, 13 aprile 2007

Il pensiero mio inarrestabile
si ferma beota sulle scorribande di amore con te
(felicità ombrata che appare senz'ombra),
e si cristalliza perturbato sul tuo non ascoltare
l'intimità (che è la merce più rara e segreta),
si intorbida baluginato da una speranza matematica e ottusa.
E tu ostinato, sfuggi, sai che le cose esistono
solo se hai parole per chiamarle e resti (scaltro)
in silenzio, attirando ancor più il mio
monocromo pensiero supremo sotto i veli strangolati.
Ma anche senza la tua voce
le agavi danno alloggio alle vespe
le infiorescenze rare emergono dai pascoli petrosi
l'incanto arriva fino a un piccolo fiore senza nome.

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martedì, 10 aprile 2007

quando i miei passi vanno,
quando tornano i miei passi,
negami il pane, l'aria,
la luce, la primavera,
ma il tuo sorriso mai,
perché io ne morrei. neruda

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venerdì, 30 marzo 2007

Canto delle sirene
lo splendore,
equazioni perfette.

Formule di una cattedrale
della bellezza
dell'emozione
del sentire,
scolpita
da sfuggenti note
cominciate in frazione.

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sabato, 17 marzo 2007

Il cuore mio batte.
Il cuore mio batte forte. oggi.
affacciata su Roma dall'altare della Patria l'ho sentito.
batte per te. e all'idea di te.
come una quindicenne bambina mi sono sciolta dentro i tuoi baci. e in questa ora che non ci sei dentro il pensiero dei tuoi baci mi sciolgo.
una sola cosa ti chiedo.
il tuo più grande errore in questo stordimento stupefatto di questa 'cosa' (come chiamare questo incontro?) che ci sorprende
è quello di buttare via strappare svilire fare a cenci svalutare...
e io solo questo ti chiedo:
raccogli ciò che arriva come petali di rosa, raccoglili con delicatezza, godi del loro esserci. come i petali del ciliegio in fiore scosso dal vento sono neve inattesa, poesia di una sospensione.

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lunedì, 05 marzo 2007

Abbiamo tutti un segreto
ma il corpo sa tutto.
Tutto.
Che numero hai?
Io vado laggiù
dove c'è quella striscia rossa,
a guardare le persone.
Hai visto che bello?
Ho tenuto il tuo maglione verde
per sapere che non è stato un sogno
che un mercoledì delle ceneri non sempre
è espiazione.
Può essere invece godimento emozione
un suono di piacere che sale
un salto in una dimensione chimica.
I fili eterni sottili e resistenti fra le persone
sono un segreto.
Radici
che per quanto tu abbia tagliato la pianta
sono lì.
Vive.

postato da skappa alle 19:57 | link | commenti (4)
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non sono le cose in se stesse a preoccuparci, ma le opinioni che ci facciamo di esse - Epitteto (I sec d.C.)






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