skappa

domenica, 10 febbraio 2008

C’è un mondo dell’aria e della luce

e un mondo sprofondato,

sassi dove anche l’anima rimane imprigionata.

Mentre compivo quei gesti pensavo:

prima o poi il suo buio mi spezzerà il cuore

ma l’ardore del tuo parlare

con grande abbondanza di effetti speciali

il senso del nostro cercarci a distanza

mi facevano coraggio

avevo addosso l’orgoglio

di un vecchio guerriero indiano

fiero e fiducioso sul suo cavallo.

 

Ora è duro e impressionante trovare

un senso.

Ho sottovalutato il paradosso

il mondo è sottosopra niente sta al suo posto.

Lo spazio per l’invenzione si restringe a

smarrimento.

La mia faccia ha un’unica espressione

stupida incredula morta secca.

Non ho più piume sul capo

né cavallo né spazi né parole.

Sprofondo io

dentro l’oscurità illividita e bestiale feroce

scivolo come dentro sabbie mobili.

Ci sono storie che hanno molto da dire

la nostra storia non dice niente.

È il sogno di una bambina

che credeva fosse un principe

l’Orco.

postato da skappa alle 14:36 | link | commenti (15)
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non sono le cose in se stesse a preoccuparci, ma le opinioni che ci facciamo di esse - Epitteto (I sec d.C.)






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