C’è un mondo dell’aria e della luce
e un mondo sprofondato,
sassi dove anche l’anima rimane imprigionata.
Mentre compivo quei gesti pensavo:
prima o poi il suo buio mi spezzerà il cuore
ma l’ardore del tuo parlare
con grande abbondanza di effetti speciali
il senso del nostro cercarci a distanza
mi facevano coraggio
avevo addosso l’orgoglio
di un vecchio guerriero indiano
fiero e fiducioso sul suo cavallo.
Ora è duro e impressionante trovare
un senso.
Ho sottovalutato il paradosso
il mondo è sottosopra niente sta al suo posto.
Lo spazio per l’invenzione si restringe a
smarrimento.
La mia faccia ha un’unica espressione
stupida incredula morta secca.
Non ho più piume sul capo
né cavallo né spazi né parole.
Sprofondo io
dentro l’oscurità illividita e bestiale feroce
scivolo come dentro sabbie mobili.
Ci sono storie che hanno molto da dire
la nostra storia non dice niente.
È il sogno di una bambina
che credeva fosse un principe
l’Orco.