Da questo momento temo una cosa
che raggela con cantabilità ipnotica
e chiude decreta.
Disfa.
A piccoli ma potenti colpi
uno dietro l'altro
il giardino muore,
e non c'è scampo.
Ma io voglio la purezza di una canzone.
Queste sono le cose che so essere vere:
il cielo sconfinato
la mia voglia di andare oltre le mappe
il miracolo dei poeti
la salsa di pomodoro.
Parto nel temporale errante
i tuoi segni forti i tuoi cappotti spettacolari
il tuo pugno ossuto
son scesi in zone in cui non cammina nessuno
ma
non è permesso scalpicciare e grattuggiare assenzio.
C'è chi pensa che guarire significhi
dimenticare.
Non si può dimenticare.
Amare sì.