venerdì, 20 novembre 2009
dedica
a chi lascia che l'intenzione tracci la via
a chi sa che l'intenzione segna la via
a chi vede le storie delle persone nelle cose
a chi svela
a chi fa le torte osando
a chi scorreggia allegramente mentre è in fila alla casa del supermercato
a chi incontra
a chi si concede
a chi la dà via
a chi vive, cazzo!
a chi ha gusto
a chi mette la cintura di sicurezza in macchina
a chi conosce l'audacia e, pure, esita
a chi è completamente matto
a chi sta fuori come un balcone
a chi il citofono gli fa un baffo
a chi è alto un metro e un citofono
a chi vive un giorno da leone
a chi meglio la moglie ubriaca e la piena botte
a chi fa chicchirichì
a chi canta "aaa a chii-iii-iiii"
a chi si delizia
a chi sperimenta
...
questa sola  avete
venerdì, 31 luglio 2009
rosate dal tramonto le pareti
respiro nell'ebrezza
di te.
mi tolgo una lacrima ancora attaccata
all'occhio con un piccolo gesto invisibile.
mi sembra di sentirti l'anima
mentre hai il cielo negli occhi
e il riso ci grandina addosso.
si è sempre dove si vuole essere.
venerdì, 12 giugno 2009
Quanto è largo l'oceano
è impossibile da dimenticare.
Svuoto i sentimenti sulla tua anima
con blocchetto e matita
sposto ciò che è fiaba sogno o poesia.
solo il reale ci supera.
domenica, 26 aprile 2009
così avvenne che io mi svegliai
durante un volo spaziale
dentro il mondo misterioso
perchè non c'era lo schiocco del mare.
c'erano invece barrito di freni, clacson,
rumori metallici.
dopo ancora un'altra generazione di missili e aerei da bombardamento
è così fragile un mondo senza gioia e senza silenzio.
una piccola barca a vela
mi dice che
sono gli ideali a far marciare il mondo.
io abbraccio questo poco che è mio
che sta nel petto di ognuno
non perde niente della sua magia se diventa visibile
disorienta gli scudi.
varco l'argine muschioso
ed ho lunghi capelli di erba verde.
lunedì, 30 marzo 2009
con calma, piano piano senza correre
quanto è difficile
essere fedele alla condizione umana.
Nell'aria stropicciata in disumane gabbie
la miglior madrepatria di un cittadino è comunque la terra,
quello che ha un inizio e una fine,
che poi è la vita.
sabato, 21 febbraio 2009
inizio
questo è il giorno in cui iniziava la poesia
passata di mano in mano
in tempi d'ardore
entrando e uscendo dai sogni
la schiena sudata.
e lacerata a sangue
ricerco l'equilibrio e l'innocenza
e l'allegria delle prime parole.
quando c'era la poesia del corpo
e la tua lunarità astrale incantevole
era fatta di una sola pulsazione ritmica
noi sentivamo il fruscio degli strati di stoffa
che sfregavano fra loro.
è una missione segreta
un racconto con codici sconosciuti.
è perchè le storie finiscono che
ne possono iniziare altre.
e adesso di fronte a un fiore di pietra
così ben fatto scolpito mille e mille anni fa
non posso trattenere le lacrime.
e questa è poesia.
venerdì, 16 gennaio 2009
in fondo dobbiamo solo aspettare che mi passi
mercoledì, 07 gennaio 2009
L'unica luce della montagna
è una stella vera.
A passi graduali e continui mi avvicino a te
e ti faccio una sola domanda alla volta.
Tu rispondi con una sfocatura
con un pensiero in controluce
al mio scriteriato coraggio di spappolamento.
Soffiami in faccia l'odore dell'aria e dei tuoi piedi
c'è solo l'imbarazzo della scelta:
una stella e uno spicchio di luna
trasformano le tue lacrime
proprio come le mie scarpe coi miei piedi dentro
mi portano dentro i momenti in cui
è possibile osare.
Io sono una rosa furibonda floribunda. e sono tua che sei la mia spina.
martedì, 23 dicembre 2008
Tu danza alla terra e al cielo
anche se non sai perchè.
Il sole è come il fondo della nostra anima
è una cosa che strappa un grido
se ti tuffi.
Hanno cessato di latrare i cani
e io sto seduta dentro un pezzo di jazz
cala la notte e avrà mani leggere di seta
a chiudermi il respiro
a sbattermi il cuore
delicatamente screziato
da ciò che non riesco a vedere con gli occhi
che tu non mi dici
ma che sento con gli altri miei sensi.
Sto alla presenza omblifera
dell'accadimento assoluto
minuto dopo minuto dopo minuto dopo minuto.
In una rosa di qualche centimetro quadrato
si arrivano a contare fino a sessanta petali.
Li hai contati i petali?
giovedì, 20 novembre 2008
la notte delle lucciole
ovvero la notte più bella della mia vita
sarà una notte dell'acqua e del coraggio.
per me l'acqua
per te il coraggio.
posso ancora cucinarti le lenticchie con l'aglio
e i paladini dello spirito e della carne
ti daranno finalmente il permesso della gioia
dell'intimità infinita.
oggi ho visto una cicogna volare
serena alata sicura
anche quando è nell'aria un punto di svolta
ti fermi e mi lasci andare.
io invece vorrei sviscerare le magie
di ogni pelle anche solo sfiorata.
questa notte sarò
un campo di gigli.
mercoledì, 29 ottobre 2008
SIGNORA PINA IS BACK
(per chi non ne sapesse nulla della mia signora Pina, beh basta clikkare sul tag la superpina)
Signora Pina non mi vede da un po' e quindi è in sollucchero appena entro nel suo negozio. Quand'è così in genere si trattiene e riesce a mantenere una certa distanza e sobrietà, deve riprendere confidenza.
Mi parla del più e del meno poi mentre passano alla radio un suo beniamino mi guarda e mi dice: 'madò che reperto che ha!' e guarda verso il soffitto quasi a invocare la Madonna. Poi mi guarda, coglie una mia incertezza (in realtà è che sto cercando di fissare nella mia testa questa cosa per ricordarmela, perchè poi finisce che mi dimentico), allora mi fissa e dice: 'non ha un RE-PER-TO stupendo?', io sorrido (per non ridere proprio sguaiata) dico: STU-PEN-DO! e la faccio felice, lei e il reperto!
giovedì, 02 ottobre 2008
Stai onorando
la nuova dimensione dell'amore.
Ciò che provo io non è solo mio:
una casa
che ringrazio
stelline filanti
il flusso di un magico agire vitale
che ringrazio
la terra e il divenire
che ringrazio.
E' una nuova prospettiva
vado avanti...
vai, vai, vai.
Tutto quello che è venuto
puf !!!
poi va via!
E' emozionante
nutriente
il calore dell'inizio di tutte le cose.
Nell'aria c'è un desiderio:
sono ricchissima
sono contenta
sono a casa.
Tutto è nel tempo
sono pulita
sto in un fiume caldo,
dove mi porta non lo so
e
lo rispetto.
venerdì, 08 agosto 2008
8.8.8
Da quando ho iniziato
molte cose sono andate perdute sotto le bombe:
l'innocenza e le illusioni
le cose buone e le cose cattive.
L'aria è pesante,
impregnata di un odore
che pare quasi sudore umano.
Un trampoliere color granato sta al centro
della piccola piscina: pare un enorme fiore
coi petali di piuma.
Tra ordine e disordine
avremo sempre nuove occasioni per temprarci.
Il vento estivo scompiglia le foglie
e dà valore al molto vicino.
Tutti posseggono un orto: le parole sono piante.
Ogni inflessione è
radice e specchio
della linfa recondita
succo interno.
Le parole sono piante,
deposito dei pegni,
puntuali come raffreddori,
soffitte delle promesse,
non c'è scampo per chi le separa.
mercoledì, 16 luglio 2008
la grande consolatrice
notte di stelle
mi contempla con amore.
la vorace predace osservazione
fa di me carne che risplende
e io non mi vedo.
ma alla luce i corpi
occorrono perchè sia rivelata.
Tu mi hai dato quello che non sai.
Io ti guardo e tu non lo sai.
Ti porto nel cuore.
Sempre sempre sempre sempre sempre sempre sempre sempre sempre sempre sempre sempre sempre sempre sempre sempre sempre sempre sempre sempre sempre sempre sempre sempre sempre
giovedì, 15 maggio 2008
Ciascuno porta un sasso una conchiglia un canto.
Mi sono tornate in mente cento piccole frasi
come onde
dove almeno una volta tutti
si sono guardati negli occhi.
Puoi dimenticare il mare?
il visibile diviene udibile
in un flusso e riflusso che assomiglia tanto a una marea.
Voglio che tu lo sappia:
ho visto una bolla di sapone veleggiare
davanti alla mia finestra.
E' un viaggio impossibile da descrivere
la bolla smisurata dell'universo notturno
splende ancora come un frutto sano e
maturo.
Ogni goccia fa parte del mare.
A questo mondo non abbiamo che una casa:
ecco la cosa che volevo dirti
giovedì, 17 aprile 2008
Suggerimenti di traduzione?? chi vuole cimentarsi.
La traduzione in fondo è mia...sono incerta sulle parti finali...le ho segnate...e voi che parole dite?
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Afoot and light-hearted, I take to the open road,
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Healthy, free, the world before me,
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The long brown path before me, leading wherever I choose.
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Henceforth I ask not good-fortune—I myself am good fortune;
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Henceforth I whimper no more, postpone no more, need nothing,
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Strong and content, I travel the open road.
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The earth—that is sufficient;
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I do not want the constellations any nearer;
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I know they are very well where they are;
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I know they suffice for those who belong to them.
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(Still here I carry my old delicious burdens;
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I carry them, men and women-I carry them with me wherever I go;
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I swear it is impossible for me to get rid of them;
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I am fill’d with them, and I will fill them in return.)
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A piedi e a cuor contento mi avvio per la strada aperta,
sto bene, libera, il mondo avanti a me,
il lungo sentiero bruno avanti a me mi conducono ovunque io scelga di andare.
D’ora in poi, io non chiedo fortuna - Io sono la mia fortuna;
D’ora in poi io non mi lamento più, non rimando più, non ho bisogno di nulla,
forte e contenta, percorro la strada aperta.
La terra è sufficiente;
non voglio le costellazioni più vicine;
so che stanno bene dove sono;
so che bastano per quelli che a loro appartengono.
(anche qui mi porto appresso i miei vecchi deliziosi pesi;
me li porto, uomini e donne, me li porto ovunque vada;
giuro, è impossibile per me liberarmene;
sono colma di loro, e in cambio li colmerò di me.)
Walt Whitman
lunedì, 31 marzo 2008
Ci vuole una fede incrollabile
nel mondo
per sentirci parte dell'immensità
e uscire dalle secche della brutta stagione.
Ci vuole una fede stupita
nelle note
quando la musica se n'è andata altrove
e tu sei davanti a un foglio bianco
e l'invenzione è proibita.
Il reale mi supera
e come uno spalancamento
si mangia la luce
e la poesia delle cose guardate
ritorna
perchè sulla notte delle cose
vissute come sentimento
splende inafferrabile
il nulla.
e il tutto.
martedì, 11 marzo 2008
silenzio nessuno fiati.
mamma, come fo a sentire il rumore del mondo?
mamma, quando io non parlo e tu non parli,
perchè non riesco a sentire tutto il rumore del mondo?
silenzio nessuno fiati.
mamma, ma com'è possibile che
io non lo sento il rumore del mondo?
mamma.
ma il rumore del mondo che rumore fa?
lunedì, 03 marzo 2008
Ciò che non nominiamo va perduto
ma nulla ha valore se ti viene
rubata l'anima.
Sogno che cado sulla terra greve
a regalare sogni d'oro.
I rischi di una parola di troppo
o di una parola di meno
vanno masticati ogni giorno.
Siamo cercatori d'amore.
sabato, 16 febbraio 2008
Calling you

Audio pubblicato da Aran
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non sono le cose in se stesse a preoccuparci, ma le opinioni che ci facciamo di esse - Epitteto (I sec d.C.)

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